EDUCARE PER NON REPRIMERE!

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Siamo di nuovo da capo. Siamo di nuovo qui a parlare, infruttuosamente, bigottamente, di una questione che dovrebbe essere trattata invece col massimo tatto e con la massima consapevolezza. Ogni volta che si ripropone con veemenza sulle prime pagine dei giornali la tematica inerente al dilagante utilizzo di sostanze si riaccende sempre un dibattito che si muove fondamentalmente su due posizioni: chi è a favore delle politiche repressive perché è avverso alle sostanze e chi è contro in quanto consumatore. Noi, Coordinamento Studenti Medi Emilia Romagna, riteniamo che sia necessario un altro approccio alla tematica: il fulcro non è se sia giusto o sbagliato fare uso di sostanze, ma come educare alla prevenzione e come risolvere i problemi legati alla dipendenza.

Dopo un ventennio di pratiche repressive in Italia, tuttora una persona su quattro fa abitualmente uso di sostanze e il dato è in continuo aumento; già questo dovrebbe far porre più di qualche domanda.
Al contrario il Portogallo, adottando una politica completamente diversa, non punitiva ma responsabilizzativa, dopo un decennio ha dimezzato i casi di dipendenza.

E in cosa consiste questo magico rimedio?
Semplificando, chi viene trovato in possesso di una certa quantità di sostanza non viene più rinchiuso in un carcere, ma mandato davanti ad una commissione di sostegno che lo aiuta a curare la propria dipendenza, eludendo così anche il problema dell’inutile sovraffollamento delle carceri. Inoltre, e qui ci preme particolarmente sottolinearlo, nelle scuole vengono attuati frequenti momenti di sensibilizzazione al problema, senza inutili e dispendiose perquisizioni che, come dimostrano il caso italiano e quello statunitense, non portano ad altro che ad attriti e sfiducia tra consumatore di sostanze e istituzioni. Chi dovrebbe essere aiutato si trova quindi in una pericolosa situazione di emarginazione che non fa altro che acuire il problema.

Viene quindi da chiedersi alla luce di questi fatti se non sia forse ora di smetterla di chiudere gli occhi davanti ad una questione che in questo paese si sta facendo sempre più presente, e di attuare una politica in linea con quelle che, dati alla mano, sono le migliori in questo campo. Si può parlare all’infinito di moralità, ma questa non è una questione morale: questo è un problema reale che, al momento, ha solo una strada efficace per essere combattuto: quella della depenalizzazione e dell’educazione.

Coordinamento Studenti Medi Emilia – Romagna

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