SE QUESTA È LA BUONA SCUOLA,NOI SAREMO CATTIVI STUDENTI!

12023102_1047772318590671_1852324485_n

Un nuovo anno scolastico è cominciato, l’anno della riforma Renzi-Giannini chiamata “Buona Scuola”; quel decreto che dall’autunno passato in tutta Italia, movimenti studenteschi, sindacati, insegnanti e tutte le componenti sociali del mondo della scuola hanno contrastato con scioperi, assemblee e mobilitazioni affinchè non diventasse legge. Ma, nonostante il dissenso e le altrenative portate in piazza da tutti e tutte noi che la scuola pubblica la difendiamo da sempre, utilizzando il periodo di vacanza estiva il governo ha compiuto l’ennessimo atto autoritario e antidemocratico approvando nel mese di luglio la Buona Scuola, completando il suo progetto di ristrutturazione dell’istruzione pubblica in accordo diretto con i diktat europei.
Una ristrutturazione che di fatto è uno smantellamento della scuola e dei suoi diritti fin ora conquistati: la presunta autonomia delle scuole che la riforma cita darà luogo ad un ingresso dei privati come finanziatori che dall’interno dei consigli d’istituto potranno prendere decisioni riguardo la nostra didattica; negli istituti tecnici e professionali sarà obbligatoria l’altrenanza scuola – lavoro, ore da prestare al servizio di aziende che godranno di manodopera gratuita mentre in Italia il tasso di disoccupazione giovanile raggiunge cifre record; la cooperazione tra le varie parti della scuola viene sostituita da strutture gerarchiche come il preside – manager a cui è dato il potere di eleggere i docenti più meritevoli a cui assegnare i famosi bonus, generando una competitività che inquinerà i rapporti scolastici e la formazione.
Ci chiediamo come sia possibile chiamare questa riforma Buona Scuola se non tocca neanche lontanemente quelli che sono i reali problemi e questioni che toccano la vita quotidiana di chi vive la scuola: non viene trattato del diritto allo studio e dell’accessibilità ad esso, come ad esempio una gestione più equa del caro libri o più funzionale del trasporto studentesco che anche a Reggio Emilia sappiamo bene quanto sia un (dis)servizio su cui speculare.
Se questo è ciò che ci dobbiamo aspettare da adesso in avanti nella nostra vita all’interno delle scuole, diventa necessario ora più che mai ostacolare e sabotare questo piano, mettere insieme le nostre intelligenze e capacità ed organizzare un gruppo di categoria che raccolga dagli studenti, agli insegnati, dal personale ATA, agli educatori e che sappia creare in città discussione e conflitto attorno alla lotta contro la Buona Scuola.
A cominciare da assemblee dentro e fuori le scuole e dalle prime mobilitazioni autunnali come la data del 9 ottobre, rendiamo quest’anno l’occasione per riprenderci lo spazio, i diritti e il welfare che Renzi&co ci stanno sottraendo sperando nel nostro silenzio; creiamo agitazione ed autorganizzazione perchè quando l’ingiustizia diventa legge, la ribellione diventa dovere!

STUDENTI AUTORGANIZZATI RE

This entry was posted in General. Bookmark the permalink.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *