Verso una nuova stagione ribelle!

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Oggi è il 7 ottobre, la prima giornata autunnale che gli studenti e studentesse di tutta Italia hanno scelto come data di mobilitazione nazionale in cui tornare a manifestare nelle piazze e a farsi sentire con ogni mezzo di comunicazione e diffusione possibile.

Proprio per questo pensiamo che anche a Reggio Emilia sia importante parlare di questa scadenza, per riaprire tutte le tematiche e i percorsi di lotta che oggi il mondo della formazione sta attraversando. Nel corso degli ultimi due anni abbiamo potuto vedere realizzati gli effetti della nuova riforma dell’istruzione “Buona Scuola”.
Una riforma che è stata proposta dal Presidente del consiglio Matteo Renzi e dal ministro Giannini ed è stata approvata nonostante i diretti interessati, cioè studenti, insegnati e personale ATA, fossero in gran parte in disaccordo con quello che il disegno di legge conteneva al suo interno.
Oggi come ieri, ci sentiamo in dovere di contrastarla, perché non possiamo arrenderci all’idea che sia una legge tanto ingiusta a comandare nelle nostre scuole. Davanti a questo, pensiamo sia giusto continuare a protestare contro la privatizzazione dei saperi, contro la meritocrazia malgestita come possono essere i comitati di valutazione dei docenti e contro una sempre più evidente aziendalizzazione della scuola, che sta trasformando la scuola in un ambiente il quale obbiettivo è rendere lo studente conforme a dinamiche di lavoro, nella maggior parte dei casi precario. A questo proposito, l’alternanza scuola-lavoro è ormai un punto della riforma che riguarda direttamente tutti gli studenti.
“Ovviamente”, il lavoro che essa impone non è retribuito e in molto casi l’impiego assegnato agli studenti non ha nulla che possa accrescere le competenze che scegliamo di imparare con i percorsi di studi che scegliamo. L’idea di inserire un obbligo lavorativo all’interno del programma scolastico, se concepita in questo modo, ha solo il fine di renderci schiavi di un mercato del lavoro che ambisce a sfruttare le nostre risorse. A questo è giusto ribellarsi!

I motivi per cui gli effetti di questa riforma ci spingono a contestarla sono gli stessi che ci hanno fatto scendere nelle piazze gli anni scorsi.
Vogliamo una scuola che sia reale mentre questa riforma allontana ancora di più l’educazione dall’idea di scuola pubblica così come fu concepita originariamente nella costituzione.
Per noi la scuola deve essere prima di tutto il luogo in cui ci formiamo come individui e dove impariamo a vivere all’interno della società non come schiavi ma come uomini e donne libere. Per raggiungere questo, è fondamentale che l’istruzione non venga più attaccata da riforme come la “Buona Scuola”. Costruiamo una nuova stagione ribelle e di protagonismo.
Incontriamoci, discutiamo, organizziamoci per cambiare il presente e riprenderci il futuro.

Studenti Autorganizzati

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